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<dc:title>La creazione di un archetipo commerciale. I negozi Olivetti di Correa e Milá, 1968-1972</dc:title>
<dc:creator>Fernández Otero, Amparo</dc:creator>
<dc:creator>González Cubero, María Josefa</dc:creator>
<dc:subject>architettura</dc:subject>
<dc:subject>negozi</dc:subject>
<dc:subject>showroom</dc:subject>
<dc:subject>Hispano Olivetti</dc:subject>
<dc:subject>Spagna</dc:subject>
<dc:subject>Correa e Milá</dc:subject>
<dc:subject>62 CIENCIAS DE LAS ARTES Y LAS LETRAS. 6201 Arquitectura</dc:subject>
<dc:description>Producción Científica</dc:description>
<dc:description>Numerosi architetti, designer e artisti hanno lasciato il proprio segno distintivo sugli interventi realizzati per la Olivetti, contribuendo ciascuno alla creazione dello “stile Olivetti”, eppure gli studi e le ricerche relative ai progetti per i negozi e gli spazi commerciali Olivetti si sono concentrati principalmente sul contributo di architetti e designer italiani. Gli oltre trenta negozi progettati dagli architetti spagnoli Federico Correa e Alfonso Milá per la consociata Hispano Olivetti hanno costituito un approccio importante e innovativo per un’identità di marchio unitaria e coerente, oltre i confini della penisola italiana, che merita un approfondimento specifico.&#xd;
La Hispano Olivetti nacque dopo l’incontro del 1928 tra l’ingegnere Camilo Olivetti e Julio Caparà. L’ingegnere Riccardo Berla, Direttore Generale della società, commissionò alla fine degli anni ’60 agli architetti catalani Correa e Milà la creazione di una “immagine Olivetti” per la serie di showroom che dovevano essere aperti o ristrutturati in tutto il paese. Tali architetti, partecipi degli insegnamenti di José Antonio Coderch ed influenzati dall’architettura di Ignazio Gardella e Franco Albini, nonché dalle teorie di Ernesto Nathan Rogers, erano considerati da Gillo Dorfles come la miglior coppia di interior designer spagnoli dell’epoca.&#xd;
La presente ricerca intende focalizzarsi sugli showroom di Correa e Milá per la Hispano Olivetti, molti dei quali vennero visitati e apprezzati da Gae Aulenti, che a sua volta fu a capo dei contemporanei progetti Olivetti di Parigi e di Buenos Aires. Riteniamo che il lavoro di questi due architetti abbia costituito una rottura con il tradizionalismo vigente in Spagna alla fine del decennio. I loro progetti per gli showroom evidenziano infatti la messa a punto di un metodo per intraprendere la progettazione che costituì terreno fertile per la successiva sperimentazione architettonica, riuscendo a definire un’immagine aziendale attraverso una unitarietà plastica integrale, adattata alle contingenze specifiche della loro precisa ubicazione, che costituirà un archetipo commerciale senza precedenti nel paesaggio urbano spagnolo.</dc:description>
<dc:date>2026-01-23T00:05:42Z</dc:date>
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<dc:date>2022</dc:date>
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<dc:identifier>Fornari, Davide; Turrini, Davide (eds.). Identità Olivetti. Spazi e linguaggi. 1933-1983. Zurich: Triest, 2022, pp. 74-85</dc:identifier>
<dc:identifier>978-3-03863-061-6</dc:identifier>
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<dc:identifier>Identità Olivetti. Spazi e linguaggi</dc:identifier>
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<dc:rights>Triest Verlag für Architektur, Design und Typografie, Zurigo, triest-verlag.ch</dc:rights>
<dc:format>application/pdf</dc:format>
<dc:publisher>Triest</dc:publisher>
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<europeana:dataProvider>UVaDOC. Repositorio Documental de la Universidad de Valladolid</europeana:dataProvider>
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